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Possiamo salvare il mondo prima di cena

Jonathan Safran Foer ha riassunto così, nel titolo del suo ultimo saggio, la proposta per ridurre drasticamente il consumo di carne e di tutti gli alimenti di origine animale: essere vegani tutto il giorno tranne che a cena, per dare un contributo importante alla lotta contro i cambiamenti climatici.  “Slow food.it” propone una riflessione sul libro e un’intervista al suo autore

Con la sua ultima fatica Jonathan Safran Foer ci mette subito davanti a un fatto compiuto: della crisi climatica non ce ne importa un fico secco. E per una serie di motivi che tra l’altro ci assolvono – a patto che di prenderne atto e di agire di conseguenza, subito – e che non vi sto a enumerare perché Foer lo fa molto bene. Sicché il consiglio è di leggervi il libro, anche perché Possiamo salvare il mondo prima di cenaconferma le doti di grande comunicatore dell’autore newyorkese, tra i pochi a mettere penna (e popolarità) al servizio dell’ambiente. Un impegno che gli fa onore.

 Tra i pregi del suo saggio c’è il tentativo, a nostro avviso riuscito, di farci appassionare o per lo meno interessare, alla crisi climatica. Che, ce ne rendiamo tutti conto, dal punto di vista narrativo non è proprio una buona storia – ed è lo stesso Foer a sottolinearlo – mentre «Per usare le parole dello psicologo e premio Nobel Daniel Kahneman, uno dei primi studiosi a capire che la nostra mente ha una modalità lenta (deliberativa) e una veloce (intuitiva): “Per mobilitare le persone, questa (la crisi climatica [ndr]) deve diventare una questione emotiva”. Se continuiamo a sentire lo sforzo di salvare il nostro pianeta come una partita fuori casa di metà campionato, non avremo speranza».

Ed eccoci al terzo punto di forza del saggio. Il messaggio è uno, forte e chiaro: non abbiamo più scuse, siamo tutti chiamati a partecipare ora a quello sforzo collettivo che salverà umanità e ambiente. Perché «chi sa come stanno andando le cose ed è disposto ad ammettere la verità più scomoda, concorderà che siamo facendo di gran lunga troppo poco e troppo lentamente e che proseguendo di questo passo andremo dritti verso la nostra distruzione». E dunque dobbiamo dare il via a quello sforzo collettivo senza il quale, di certo, non potremo assicurare una vita, così come l’abbiamo conosciuta finora, a noi e alla Terra: tagliare (e di grosso) il consumo di prodotti di origine animale. La proposta di Foer è molto semplice: be vegan before dinner, niente prodotti di origine animale almeno a colazione e pranzo, merendine incluse, il paninetto cotto e formaggio delle undici al bar conta eccome. «Non possiamo mantenere il tipo di alimentazione cui siamo abituati e al tempo stesso mantenere il pianeta cui siamo abituati. Dobbiamo rinunciare ad alcune abitudini alimentari oppure rinunciare al pianeta. La scelta è questa, netta e drammatica. Dov’eri quando hai preso la tua decisione?».

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