Mense scolastiche biologiche: pubblicato il decreto che sblocca e ripartisce le risorse per il 2019

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Arriva in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Ministero delle Politiche agricole sblocca e ripartisce le risorse per le mense scolastiche biologiche per l’anno 2019.

Il Fondo mira a perseguire una duplice finalità: da un lato vuole ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica, dall’altro intende sostenere le iniziative di informazione e promozionenelle scuole, insieme all’accompagnamento al servizio di refezione.

La dotazione del Fondo per le mense scolastiche biologiche, per l’anno in corso, è distribuita in base a:

  • il numero dei beneficiari del servizio in questione presenti in ciascuna Regione e Provincia autonoma, riportati alla data del 31 marzo 2019 nell’elenco delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti il servizio;
  • la popolazione scolastica accertata dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2017-2018.

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Nel biologico cresce tutto, ma la produzione di sementi certificati no

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Due milioni di ettari e 80mila aziende agricole coinvolte. Sono questi i numeri del settore biologico italiano presentati durante Sana, la fiera di settore che si è tenuta a Bologna ad inizio settembre. Rispetto al 2017 le superfici dedicate al bio sono cresciute del 3%, pari a 49mila ettari. Le regioni del Sud Italia guidano la classifica con la Sicilia in testa (485.356 ettari), seguita da Puglia (263.653 ettari) e dalla Calabria (200.904 ettari). Mentre per quanto riguarda le tipologie di coltivazioni troviamo in cima i prati a pascolo (540.012 ettari), le colture foraggere (392.218 ettari) ed i cereali (326.083 ettari). A queste categorie seguono, per estensione, le superfici biologiche ad olivo (239.096 ettari) e a vite (106.447 ettari).

Durante i lavori della kermesse bolognese, si è ricordato però – si legge in un articolo comparso nei giorni scorsi su “Agronotizie” – come la filiera del biologico sia viziata da un problema di fondo: l’utilizzo di sementi o piantine non biologiche. La normativa europea prevede infatti che gli agricoltori in regime di biologico utilizzino semi o piantine provenienti da coltivazioni bio. Ma così non è.

La stragrande maggioranza degli operatori utilizza infatti sementi convenzionali facendo ricorso all’istituto della deroga. Un sistema introdotto dal legislatore per permettere l’utilizzo di sementi convenzionali, purché non conciate con prodotti non ammessi in biologico, nel caso in cui sul mercato non siano disponibili sementi certificate.

Si tratta tuttavia del classico cane che si morde la coda: la possibilità di ottenere delle deroghe scoraggia infatti gli agricoltori dall’acquisto di sementi biologiche. E l’assenza di richiesta di mercato scoraggia a sua volta le ditte sementiere dall’investire nella produzione di seme bio.

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Formazione. In Toscana imprenditori agricoli vanno a scuola di biologico

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La Toscana guarda verso l’agricoltura biologica e biodinamica. Con l’autunno riprendono, infatti, gli appuntamenti di BioGreen: il corso interamente finanziato dalla Regione Toscana che l’Istituto di formazione APAB propone agli agricoltori che vogliono riconvertire la propria azienda e innovare nel segno della qualità, del rispetto per l’ambiente e della competitività economica. L’esperienza, che prevede 40 ore di formazione gratuita più workshop e coaching, punta a creare una figura di nuovo imprenditore agricolo, consapevole delle opportunità, sociali ed economiche dall’approccio moderno e consapevole che propone l’agricoltura biologica e biodinamica, capace di affrontare con approcci gestionali innovativi ed efficaci la creazione d’impresa, la conversione aziendale e lo sviluppo delle attività, anche in relazione alle opportunità del mercato e delle politiche agricole.

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Promuovere gli imballaggi in legno di pioppo per i prodotti biologici: l’accordo fra Federbio e FederlegnoArredo

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Un’intesa all’insegna dell’innovazione dei materiali e della promozione del biologico, quella siglata oggi tra FederBio, la Federazione nazionale che dal 1992 tutela e rappresenta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, e FederlegnoArredo, Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento.

L’accordo di collaborazione tra le due organizzazioni è finalizzato alla promozione in Italia della pioppicoltura biologica certificata per la produzione di imballaggi riciclabili per prodotti alimentari, favorendo un approccio di economia agricola e territoriale sostenibile e circolare a dimensione nazionale.

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Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio: pubblicato il “Manifesto del bio 2030”

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Promosso da BolognaFiere,  in collaborazione con FederBio e AssoBio, l’evento, che si è concluso il 6 settembre in concomitanza con l’apertura di Sana, ha visto il confronto tra Associazioni, Operatori e Istituzioni sul tema del futuro del biologico.

Il 6 settenbre, a seguito dei saluti istituzionali ha avuto luogo la presentazione del Manifesto Bio 2030 a cura del professor Angelo Frascarelli, cui ha fatto seguito una tavola rotonda alla quale ha partecipato anche Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.

A fronte di un settore cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi dieci anni, diventando un asse fondamentale per agricoltura italiana, l’evento ha rappresentato un’occasione di confronto ai massimi livelli su cosa serva in termini prioritari per cogliere un’opportunità strategica per l’intero sistema agroalimentare.

L’obiettivo è stato dunque quello di sviluppare un manifesto, un vero e proprio decalogo che, raccogliendo le idee di tutti gli esperti del settore, sia in grado di definire le linee strategiche sul biologico fino al 2030.

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Scarica qui il Manifesto Bio 2030

Movimenti. A Conegliano (Tv), il 24 novembre, referendum consultivo per l’abolizione dei pesticidi

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I 28 mila abitanti di Conegliano, in provincia di Treviso,  potranno decidere della propria salute: sembra essere arrivata a conclusione la vicenda del referendum consultivo sull’abolizione dei pesticidi in agricoltura.  Il collegio dei garanti ha infatti dichiarato ammissibile il referendum consultivo richiesto dal comitato promotore più di un anno fa, indicando il 24 novembre come data utile in cui votare. Per essere considerata valida la consultazione dovrà raggiungere un quorum e sarà necessario un successivo passaggio in Consiglio comunale.

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Fiere. Dal 6 al 9 settembre c’è Sana, il salone del biologico, con oltre mille espositori e tanti appuntamenti di informazione e approfondimento

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Dagli alimenti da mettere in tavola ai prodotti per la cura del corpo e della bellezza: gli italiani – informa l’ANSA – scelgono sempre di più il biologico. Una preferenza che, nel 2018 come registrato da Nomisma, ha portato le vendite a toccare quota 4.089 milioni con una crescita, negli ultimi 10 anni, del 171%.
I prodotti italiani piacciono anche all’estero: l’Italia, infatti, è il primo Paese esportatore dell’Unione Europea con più di 2 miliardi di fatturato annui legati all’export e rimane ai vertici europei anche per numero di imprese agricole biologiche, in tutto 75mila. Trend positivi a cui si aggiunge anche una maggiore attenzione dei consumatori alla sostenibilità ambientale tanto che, nel 2019, la spesa per i generi bio potrebbe superare il 4% della spesa alimentare totale.
In questo contesto, per riflettere sulle nuove abitudini e dare spazio alle imprese e ai temi ambientali, a Bologna torna Sana, il Salone Internazionale del biologico e del naturale, organizzata da BolognaFiere, in collaborazione con AssoBio e FederBio, con i patrocini del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Politiche agricole e forestali, il supporto della Italian Trade Agency e il contributo di Cosmetica Italia. Giunta alla 31esima edizione, la kermesse si svolgerà da venerdì a lunedì nel quartiere fieristico che, per ospitare le oltre mille aziende espositrici e le delegazioni straniere provenienti da oltre 30 Paesi del mondo, ha messo a disposizione i nuovi padiglioni raggiungendo così una superficie complessiva di 60mila metri quadrati.
“Siamo molto contenti di questa nuova edizione di Sana – ha spiegato alla presentazione Domenico Lunghi, responsabile delle manifestazioni di Food&Beverage di BolognaFiere – abbiamo ampliato gli spazi per ospitare le tre anime della kermesse: care&beauty, green lifestyle e food. Proprio a quest’ultimo ambito sarà dedicato l’allestimento nei nuovi padiglioni 28, 29 e 30, inaugurati nell’autunno 2018 e che rientrano nel primo step del restyling del polo fieristico bolognese che, al termine dei lavori nel 2024, potrà contare su una superficie di 300mila metri quadrati frutto di un investimento da 138 milioni di euro. L’apertura di Sana, che quest’anno negli stand e nelle aree di ristorazione non prevede l’uso di stoviglie o bottiglie di plastica puntando così a risparmiare almeno 10 tonnellate di questo materiale in 4 giorni, sarà anticipata mercoledì dall’evento ‘Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio’ ovvero due giorni di ‘Stati generali del bio’, organizzati da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, durante i quali esperti e protagonisti del settore si confronteranno su temi come i cambiamenti climatici, il futuro dell’agricoltura biologica, il ruolo delle aziende o la sostenibilità ambientale. Spazio, come ogni anno, anche all’innovazione.
“A Sana – ha proseguito Lunghi – saranno in esposizione 950 prodotti per mostrare le ultime tendenze del settore. Sono in programma 40 convegni e sono stati organizzati, mediante le pre-registrazioni, oltre 2mila incontri tra buyers e visitatori internazionali. Previsti anche i seminari di Sana Academy su temi come le allergie alimentari – ha concluso – o gli integratori”. A Palazzo Re Enzo sabato dibattiti, show-cooking e iniziative per promuovere il Made in Iitaly durante la grande ‘Festa del Bio’.

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Il programma di convegni, workshop, incontri e presentazioni

Cambogia. Varato un progetto per esportare in Europa il riso, biologico e certificato

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La Cambogia – informa il sito “Riso italiano.eu” – investe sul biologico: si chiama RiceTechCambodia, ed è un progetto della durata di cinque anni avviato in Cambogia per sviluppare la produzione di riso biologico nel paese. Alla cerimonia di apertura ha partecipato anche il ministro dell’agricoltura Veng Sakhon: i progetti per il miglioramento delle risaie biologiche saranno messi in atto da Sanorice, Rice, Oxfam, Development and Partnership in Action, Larive International e il Dipartimento provinciale agricolo di Mondulkiri, finanziato dall’agenzia olandese delle imprese. Secondo l’esponente del governo cambogiano «il progetto mira a migliorare il sostentamento dei piccoli agricoltori aiutandoli a ottenere la certificazione del riso biologico, aumentando la loro produttività, quindi la loro resa e garantire un prezzo premium per il mercato in Europa». Ha aggiunto che milletrecento agricoltori riceveranno una formazione approfondita sull’agricoltura biologica e le buone pratiche agricole, ed avranno accesso alle strutture di essiccazione, stoccaggio e lavorazione, per migliorare la qualità dei prodotti a base di riso. La Cambogia è un paese agricolo: circa l’80 percento della popolazione sono agricoltori; nel 2018 ha prodotto circa 10,8 milioni di tonnellate di risone. Il Paese ha esportato circa 342.045 tonnellate di riso lavorato durante i primi otto mesi del 2019, secondo un rapporto del governo, aggiungendo che la Cina è il principale acquirente.

Sabato 7 settembre torna a Bologna la Festa del BIO

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Vivi il buono del biologico. Sabato 7 settembre l’appuntamento è a Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna, con la Festa del BIO edizione 2019.

L’obiettivo della manifestazione, aperta a tutti, si legge in un comunicato stampa di Federbio,  è far conoscere e far vivere il vero biologico attraverso talk divulgativi per riflettere su un approccio più attento verso lo spreco alimentare, i cambiamenti climatici, l’ambiente e la salute, alternati a momenti di show cooking con degustazioni di prodotti e ricette bio.

Il primo approfondimento dal titolo “Cambia la terra per ridurre gli sprechi alimentari” intende analizzare questo fenomeno che secondo la FAO riguarda un terzo di tutti i prodotti alimentari a livello mondiale. Personalità di rilievo, ricercatori ed esperti si confronteranno sul cibo come bene comune e su come le produzioni da filiere corte, biologiche e locali possano contribuire a ridurre lo spreco e le rilevanti ripercussioni negative a livello socio-economico e ambientale.

Il secondo talk, in programma alle ore 18, è dedicato a un altro tema di grande attualità: i cambiamenti climatici. L’agricoltura biologica può vantare un forte potenziale nella mitigazione dei cambiamenti climatici, poiché è in grado di sequestrare notevoli quantità di carbonio nei suoli e di ridurre le emissioni dei gas serra, grazie all’esclusione di prodotti chimici di sintesi e all’uso ottimale di pratiche agronomiche.

Al termine dei talk, lo chef Riccardo Facchini de La Prova del Cuoco realizzerà live degustazioni a base di prodotti biologici.

Formazione. Corsi on line, anche sull’agricoltura biologica

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Il Centro Libero Analisi e Ricerca – CLAR ha realizzato, nel contesto del progetto Erasmus Plus VIVET, in collaborazione con Forum Berufsbildung (Germania), APGW (Spagna), University of Agro Business and Rural Development (Bulgaria) una piattaforma formativa che offre in modo gratuito oltre 10.000 video didattici, 338 corsi in dieci lingue, organizzati in 29 percorsi formativi.

Ogni corso rilascia al suo completamento una certificazione secondo i criteri dell’European Qualification Framework (EQF), validi quindi in tutta Europa.

La caratteristica più innovativa della piattaforma – riferisce il Sinab dando la notizia  – è la completa integrazione di video e contenuti testuali, documenti di approfondimento e immagini.

All’interno di questi corsi, è stato organizzato anche un percorso formativo relativo all’agricoltura biologica. Si tratta di un percorso formativo di 80 ore, articolato in 15 corsi, che forniscono conoscenze, abilità e competenze in materia di agricoltura biologica nei Paesi europei.

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