Rispetto alle mele convenzionali, le mele biologiche contengono una diversità microbica molto maggiore, compresi i batteri benefici

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Frontiers in Microbiology – riferisce il SINAB – ha pubblicato un nuovo studio che mostra che la diversità microbica dei frutti biologici può essere in grado di tenere a bada i batteri che causano malattie. I ricercatori hanno confrontato le comunità batteriche presenti nelle mele biologiche con quelle presenti nelle mele convenzionali, e hanno scoperto che mentre le mele biologiche e convenzionali contengono la stessa quantità di batteri, le mele biologiche hanno più batteri benefici,  che hanno effetti positivi sulla salute dei consumatori. È stato scoperto che le mele convenzionali ospitano potenziali patogeni di origine alimentare e un minor numero di batteri benefici, mentre le mele biologiche ospitano una maggiore diversità di batteri benefici che espellono efficacemente i patogeni dannosi,  causa talora di malattie di origine alimentare negli esseri umani. Per avere un’idea del microbioma globale di una mela (cioè della comunità batterica presente nel frutto), i ricercatori hanno testato separatamente diversi tessuti come la buccia, il picciolo, i semi e la polpa della frutta. È interessante notare che i diversi tessuti ospitavano comunità batteriche diverse e distinte, con la polpa del frutto – quella parte che mangiamo di più – che ospita la diversità più batterica e la buccia che ne ospita il meno. La gestione biologica ha avuto un impatto importante e positivo sulla diversità dei microbi benefici presenti in questi diversi tessuti. Forse la differenza più importante rivelata dallo studio è stata che mentre la diversità era maggiore in quasi tutti i tipi di tessuto, la polpa delle mele biologiche presentava una diversità microbica molto maggiore, compresi i batteri benefici, rispetto alle mele convenzionali. I ricercatori suggeriscono che la diversità microbica riscontrata nelle mele biologiche può offrire una serie di benefici per la salute, tra cui la soppressione degli agenti patogeni per l’uomo e una riduzione dei sintomi allergici.

La ricerca si può scaricare QUI

Fonte: The Organic Center

L’agricoltura biologica è parte della soluzione per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile

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Se vogliamo mantenere sistemi alimentari sostenibili per le generazioni future e affrontare le numerose sfide che minacciano il nostro pianeta, compresa la crisi climatica, sarebbe saggio per i governi adottare le pratiche dell’agricoltura biologica. Questo è il messaggio fondamentale inviato, attraverso un rapporto recentemente pubblicato, ai leader mondiali riuniti per il vertice SDG (biettivi di sviluppo sostenibile) a New York.

L’agricoltura globale e i sistemi alimentari hanno raggiunto un crocevia. Sebbene il nostro attuale sistema alimentare abbia aumentato la produttività agricola negli ultimi decenni, ha anche avuto un effetto dannoso sull’ambiente e sulla società. Il degrado del suolo, la perdita di biodiversità, l’inquinamento idrico, i cambiamenti climatici, le zone morte degli oceani sono solo alcune delle sfide che dobbiamo affrontare.

Per combattere queste e altre importanti questioni, nel 2015 la comunità globale si è riunita e ha lanciato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: un piano d’azione basato su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), che stanno diventando sempre più importanti nel determinare l’agenda della sostenibilità del pianeta (…).

Sulla base di oltre 50 pubblicazioni scientifiche, la meta-analisi conclude che l’agricoltura biologica può svolgere un ruolo importante nel raggiungimento di almeno otto dei 17 SDG. Questi includono: Fame Zero (SDG 2), Buona salute e benessere (SDG 3), Acqua potabile e servizi igienico-sanitari (SDG 6), Lavoro dignitoso e crescita economica (SDG 8), Consumo e produzione responsabili (SDG 12), Azione per il clima (SDG 13), Vita sotto le acque (SDG 14) e Vita sulla terra (SDG 15).

Il rapporto “L’agricoltura biologica e gli obiettivi di sviluppo sostenibile” può essere scaricato QUI

Fonte: IFOAM EU

Leggi tutto l’articolo pubblicato dal SINAB

Mense biologiche: pubblicati sulla G.U. i due DM esplicativi

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Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i due decreti riguardanti le mense scolastiche biologiche. Il DM del 1 luglio – si può leggere nel sito del SINAB – sul riparto del Fondo per l’anno 2019, ed il DM del 17 giugno 2019 che modifica il decreto 22 febbraio 2018, concernente la definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione tra le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del Fondo per le mense scolastiche biologiche.

DECRETO 1 luglio 2019

Riparto del Fondo per le mense scolastiche biologiche per l’anno 2019 (19A05925) (GU Serie Generale n.226 del 26-09-2019)

DECRETO 17 giugno 2019

Modifica al decreto 22 febbraio 2018, concernente: «Definizione dei criteri e delle modalita’ di ripartizione tra le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del Fondo per le mense scolastiche biologiche». (19A05827) (GU Serie Generale n.223 del 23-09-2019)

Fonte: Mipaaf

Il grande bluff della sostenibilità dei pesticidi

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Le dieci maggiori Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica denunciano in una lettera aperta le gravi lacune del nuovo Piano di Azione Nazionale sui Pesticidi, aperto alla consultazione pubblica fino al 15 ottobre.

Dal Forum di confronto a supporto della consultazione pubblica avviata per la revisione del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, svioltosi a Roma presso l’Hotel Palatino, a cura della Rete Rurale Nazionale, le Associazioni AIAB, Biodinamica, FederBio, FIRAB, Greenpeace, Legambiente, Lipu-BirdLife, ISDE, Pro Natura e WWF Italia esprimono profondo sconcerto avendo constatato che anche la bozza di revisione del PAN attualmente in discussione non è coerente con le finalità indicate dalla Direttiva europea 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi e lanciano l’allarme per l’assenza di un serio impegno per la riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, nelle città e in aree frequentate da soggetti sensibili come i bambini, le donne in gravidanza e gli anziani e per la tutela delle produzioni biologiche dalla contaminazione accidentale. A fine luglio è stata pubblicata sui siti dei tre Ministeri competenti, Ministero delle politiche agricole, Ministero dell’Ambiente e Ministero della Salute, la bozza del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per la prevista fase di consultazione pubblica, che avrà termine il 15 ottobre 2019.

Puoi scaricare qui il testo integrale della lettera

Quali sono le tendenze in atto nel mercato del biologico europeo?

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La Vitalis Organic Seeds (divisione per le sementi bio dell’azienda sementiera Enza Zaden, NdR) ha recentemente festeggiato il suo 25mo anniversario. Per questa ricorrenza, sono stati organizzati diversi seminari. Hans-Christoph Behr dell’AMI, società tedesca di ricerche di mercato nel settore agricolo, ha parlato delle tendenze nel mercato bio europeo.

“Il mercato biologico sta crescendo in tutti i Paesi di questa regione”, afferma. “Negli ultimi decenni, si è notata una chiara tendenza al rialzo. Tuttavia, non possiamo prevedere che questa crescita prosegua in futuro. Questi dati dipendono infatti da diversi fattori, come la situazione economica. La crescita, se si guardano le cifre, ha avuto un rallentamento durante la crisi economica 2012-2013”.

“Germania, Francia e Italia rappresentano i mercati bio più importanti. Ma non è così se si considerano i consumi domestici procapite: in questo caso, sono la Svizzera e la Scandinavia a ottenere il massimo dei voti. Se guardi ai Paesi Bassi, vedi che la coltivazione biologica è stata in costante aumento negli anni recenti, mentre ora sta lentamente diminuendo”.

Leggi l’intero articolo su “Fresh Plaza”

“Vieni a Seminare il futuro con noi! Domenica 13 ottobre partecipa a Seminare il Futuro”

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E’ l’invito lanciato da NaturaSi, la più importante catena di supermercati e negozi specializzati in biologico nel nostro paese. “Una giornata – si legge in un comunicato – per stare a contatto con la natura, conoscendo da vicino l’agricoltura biologica che tutela la fertilità della terra, l’ambiente e la biodiversità. Tutti assieme semineremo a mano cereali biologici. Saremo parte di un sistema equo, per far crescere l’agricoltura biologica e promuovere un consumo consapevole e sostenibile. All’evento sarà attivata una raccolta fondi a favore della ricerca sulle sementi libere. Estendi l’invito a tutta la tua famiglia, agli amici, ai colleghi: Vi aspettiamo nelle aziende agricole biologiche e biodinamiche!”

Info e iscrizioni QUI

I corsi di formazione per il biologico proposti dal Biodistretto della Val di Vara

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In Alta Val di Vara ci sono – informa “Levante News” – un centinaio di produttori del biologico. Il “Biodistretto della Val di Vara”, al fine di incrementare il numero dei produttori, unitamente all’A.i.a.b. (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) della Liguria, ha proposto un corso di formazione per insegnare a fare il biologico. I corsi saranno  ben due: il primo inizierà il 1 novembre per la gestione del conflitto tra fauna selvatica ed attività agricole, durata 20 ore, e si svolgerà nella sede del “Biodistretto” a Varese Ligure. Le lezioni del secondo corso si svolgeranno a dicembre, in uno dei Comuni del distretto a seconda delle richieste e si rivolgono agli imprenditori agricoli, soprattutto per incrementare la carenza di latte certificato a km. 0. Considerato anche  che il mercato del biologico è ancora in espansione.

Durante il corso di 40 ore saranno trattate le tecniche bio applicate alle colture vegetali, di normative ed opportunità del “Piano di Sviluppo Rurale”, di trasformazione e commercializzazione del prodotto. Visite didattiche e lezioni per difendersi da cinghiali, lupi e caprioli.

Il cashmere biologico o rigenerato. Cos’è e i benefici ambientali che vanta chi lo produce

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Perché inventarsi un cashmere biologico? Perché tutti vogliono una maglia in questo prezioso filato. Per accontentare la crescente richiesta sul mercato servono moltissime capre dal buon appetito e sterminate distese di pascolo. Quindi il cashmere biologico – detto anche biocashmere o cashmere rigenerato – riduce, o annulla, l’impatto ambientale in zone a rischio di desertificazione. (…)

Il recupero degli scarti del cashmere, che siano industriali o capi dismessi, aiuta ad arrestare la desertificazione dei pascoli divorati e calpestati da mandrie sempre più numerose. L’ambiente ottiene un ulteriore beneficio nella riduzione dei rifiuti di coloranti, impiegando materiali già tinti che nel riciclo vengono trattati divisi per nuances. Non stiamo parlando di una opzione, ma della sola strada perseguibile: senza il cashmere rigenerato, presto o tardi rimarremmo senza il cashmere.

Leggi tutto l’articolo su “Vanity Fair”

Rinviato a data da destinarsi il referendum contro i pesticidi a Conegliano

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Non si voterà quindi il 24 novembre, la prima data stabilita per far affluire i coneglianesi alle urne: l’amministrazione – vista la discordanza tra i pareri legali ricevuti – ha deciso di prendere tempo per escludere che ci siano profili di illegittimità nel referendum.

Il comune – si legge su “Oggi Treviso”  – ha infatti ricevuto sia il parere dei legali dei promotori, sia quello delle associazioni di categoria: secondo quest’ultimo ci sarebbero dei profili di illegalità per come è stato posto il quesito.

Visto che l’amministrazione si è presa del tempo per dirimere la questione, non si andrà a votare a fine novembre. Ora c’è tempo fino al 4 ottobre per indire il referendum, poi rimarrà da stabilire la data.

Ad ogni modo, visto che non si può votare per un referendum in concomitanza con le elezioni, il voto slitta – in pratica – di un anno: se tutto il meccanismo funzionerà senza intoppi, si andrà alle urne, probabilmente, a settembre del prossimo anno.

Più biologico e energie rinnovabili, fra gli obiettivi del Green new deal proposto da Conte alla Coldiretti

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Il presidente del Consiglio è intervenuto al Villaggio Coldiretti di Bologna ribadendo la linea verde del governo per trovare l’impulso della crescita. Conte si è rivolto direttamente a Coldiretti: “La voglio alleata del governo in questo progetto di Green new deal per un’Italia più verde”, “dobbiamo progettare il futuro già oggi tutti insieme, vi aiuteremo con incentivi e non con penalizzazioni“. Conte poi ha spiegato meglio il senso delle sue parole: “Questo significa un principio cardine, la cura dell’ambiente e del terreno che voi avete nel Dna, la protezione delle biodiversità – ha aggiunto – Ho chiesto l’inserimentoin Costituzione di questo principio, è nel programma del governo, dobbiamo lavorare per una cultura del riciclo dismettendo la cultura del rifiuto, e per una transizione ecologica in prospettiva”. Il governo, ha sottolineato, “non vuole mettere in difficoltà” i coltivatori, ma “vi chiede di iniziare a pensare al domani”, cioè “iniziare ad adottare buone pratiche socialmente responsabili, dall’incremento dell’agricoltura biologica a un maggiore ricorso a energie rinnovabili“.

Leggi tutto l’articolo su “Il fatto quotidiano”